Respirare è un’azione spontanea, immediata, di cui raramente abbiamo consapevolezza. È la base della nostra sopravvivenza. Eppure durante lo scorso inverno, con l’avvento della pandemia di Coronavirus, l’istituzione del lockdown e la conseguente difficile situazione economica del nostro Paese, è stato proprio il respiro ad essere maggiormente sotto attacco: in tutto il mondo oltre 23 milioni di persone hanno contratto il virus, che attacca le vie respiratorie e trasforma la respirazione in un processo doloroso che va assistito con macchinari e terapie d’urgenza; e anche chi fra noi non si è ammalato, ha spesso trattenuto il fiato di fronte alla sconfortanti news sulle risposte di economia e politica al dramma della pandemia.
Questo avvento epocale su scala globale ha portato l’associazione No Border di Zagarolo, da sempre impegnata nell’apertura di un dialogo sull’agricoltura ed il turismo sostenibile, aperta ad immaginare nuove soluzioni di impegno sociale per l’integrazione fra esseri umani (e fra esseri umani e Natura), a porsi diverse domande: da dove possiamo ripartire? È sensato, dopo questo periodo di stallo, ricominciare a lavorare, a occuparsi del territorio e delle realtà sociali più delicate con lo stesso atteggiamento? In che modo possiamo utilizzare questo momento difficile per reimmaginare un nuovo modello economico e sociale che da un lato tenga in considerazione il benessere personale e dall’altro la sostenibilità?
Per provare ad aprire un dialogo, con l’obiettivo di trovare nuove risposte a questi quesiti, e con l’intento di stringere relazioni sul territorio fra realtà simili, l’associazione No Border ha organizzato (tra il 29 luglio e l’8 agosto) l’Ossigeno Tour 2020, cinque speciali giornate nelle quali sono state coinvolte diverse associazioni (tutte impegnate in progetti di interesse sociale, ma anche strettamente connesse alla preservazione del territorio e alla creazione di nuove realtà economiche sostenibili).
Il 29 Luglio siamo stati ospiti della Fattoria Sociale Asino Chi Legge di Nettuno, dove educatori professionali offrono servizi educativi rivolti a ragazzi con disturbi emotivi, relazionali e comportamentali. La sede è immersa nel verde ed offre ai ragazzi la possibilità di imparare a coltivare la terra, di prendersi cura tanto della fattoria quanto dei suoi bellissimi asinelli, nonché il piacere di avere uno spazio sicuro e libero in cui giocare e stringere legami significativi. Abbiamo ascoltato le testimonianze dei ragazzi accolti, che raccontano come in fattoria sociale abbiano imparato tanto, e abbiamo aperto un dialogo con gli educatori sulle conseguenze del Coronavirus e la necessità di proseguire con attività di impegno sociale anche in questo momento difficile. Dopo il Picnic Contadino offerto da Pantasema, l’azienda agricola sostenibile che collabora da sempre con No Border, è arrivato infine il momento di alcuni gesti simbolici, volti a rappresentare la collaborazione fra le associazioni coinvolte: tutti insieme abbiamo preparato le Bombe di Semi, ossia piccole polpette di argilla e fango ripiene di semi di ogni tipo, che poi abbiamo lanciato su una collinetta poco distante, con la speranza che nel tempo fiorisca e si riempia di vegetazione; inoltre abbiamo piantano un alberello proprio al centro della Fattoria.
Il 30 Luglio ci trovavamo invece sui Monti Prenestini, per un nuovo appuntamento questa volta dedicato alla conservazione del territorio, delle sue montagne, dei suoi boschi e degli animali che vi abitano. Ne abbiamo parlato con l’associazione Brain Comunity, che promuove l’identità culturale della zona dei Monti Prenestini a partire dallo scambio e valorizzazione dei saperi, conoscenze e delle competenze necessarie per la conservazione e la promozione dei beni ambientali. La discussione si è concentrata attorno a queste domande: quanti di noi amano passare le proprie vacanze passeggiando nella natura, arrampicandosi o sciando? E quanti, fra coloro che lo fanno, sono veramente consapevoli delle regole da rispettare per non invadere o danneggiare con la nostra presenza questi luoghi, tanto affascinanti quanto delicati? Brain Comunity ci ha parlato dei ritmi della montagna, ci ha spiegato le regole per piazzare una fototrappola, ci ha raccontato delle abitudini di cervi, lupi, lepri e altri animali, di come in certi periodi dell’anno ci sia bisogno di osservare regole speciali e molto altro.
Il primo di Agosto siamo stati ospiti del Parco Romano Biodistretto di Ariccia, il più grande mercato contadino del Lazio, dove abbiamo aperto un dialogo relativo alle buone pratiche di green food, economia green e networking tra cittadini, contadini,associazioni ed aziende. Gli organizzatori del mercato, nonché gli stessi contadini, ci hanno raccontato la storia dietro ciascuno dei loro prodotti. In particolare, si sono soffermati sulle tecniche agricole che evitano l’utilizzo dei pesticidi (e che quindi implicano la fatica di chinarsi verso terra per strappare una ad una le erbacce) e che combinano tradizioni multigenerazionali con esperienze innovative. Il Mercato contadino di Ariccia, inoltre, è anche un elemento importante nella storia del territorio stesso, in quanto era un luogo adibito al commercio fin dall’epoca romana
(come attestano i maestosi alberi secolari che circondano le bancarelle), oltre che un centro culturale attivo tutt’oggi grazie alla rassegna di concerti Foresta Sonora e a molte altre attività.
Il 2 Agosto c’è stato l’incontro con l’Associazione EquiAzione di Velletri, che con il suo progetto Buttero Contemporaneo enfatizza l’importanza di tematiche quali l’integrazione sociale, l’educazione ambientale e la ricerca del benessere personale attraverso il rapporto con il cavallo, un animale affascinante che intrattiene con l’essere umano un rapporto antichissimo. EquiAzione lavora con rifugiati e con ragazzi afflitti da disturbi di vario tipo, e insegna loro le antiche tecniche per ammaestrare i cavalli e prendersene cura: è proprio il recupero della tradizione (rappresentata dal lungo Bastone del Buttero, che viene utilizzato per aprire e chiudere i recinti) ad essere al centro di questo progetto, poiché riavvicinandosi al passato del territorio è possibile da un lato creare nuove professionalità e capacità, dall’altro tutelare la salute e la felicità dei cavalli (che non vengono colpiti dai frustini, su cui non si utilizzano speroni, e che vivono liberi di pascolare, senza mai essere chiusi nei box).
Infine, il 4 Agosto ci siamo ritrovati nell’appuntamento che ha chiuso l’Ossigeno Tour, presso la sede dell’Associazione Pantasema di Zagarolo. La sede è di per sé suggestiva, in quanto si trova su un colle che permette di osservare Palestrina e le città circostanti, ed inoltre presenta alcune sorprese particolarmente gradite ai bambini, come il grande pollaio e il recinto delle caprette. In questa ultima tappa
abbiamo tirato le fila dell’esperienza dell’Ossigeno Tour, e ringraziato le diverse associazioni che vi hanno preso parte.
In ciascuna di queste date l’associazione No Border, oltre a aprire un dialogo fra le associazioni, ha anche proposto attività e laboratori con l’intento di tradurre le buone intenzioni in azioni concrete (che promuovano il benessere e il rispetto, tanto del territorio, quanto delle realtà sociali più delicate):
• Il Laboratorio di AgriSport, curato da Greta, pugile e insegnante presso la Palestra Popolare Hurricane di Roma, ha proposto, in ciascuna delle tappe, una diversa Workout Routine studiata di volta in volta in relazione al paesaggio in cui ci trovavamo. Ad esempio, presso la sede di Asino chi Legge, gli esercizi erano parte delle attività tipiche di una fattoria, come lo scavare o il sollevare pesi. Nella tappa dei Monti Prenestini, ci siamo allenati facendo lo slalom fra gli alberi e approfittando delle pendenze. L’obiettivo di queste attività è da un lato l’idea di proporre nuovi modi di esercitarsi all’aperto, ma soprattutto è quello di aiutare chi lavora la terra a non “spaccarsi la schiena”, ad usare le proprie forze con consapevolezza, per evitare problemi dovuti allo sforzo prolungato.
• Il Laboratorio di Pantasema è stato invece incentrato sulle tecniche di tintura a base di bacche di ginepro, e sulla realizzazione del formaggio fatto con il latte delle caprette dell’associazione. I partecipanti sono stati invitati ad osservare il processo di trasformazione del latte (senza poter, purtroppo mettere le mani sul prodotto per via delle restrizioni relative al Coronavirus).
• Il Laboratorio dell’Oasi del Piccolo Lettore è un progetto che ha preso vita da molti anni, e che ha come obiettivo quello di introdurre i più piccoli alla lettura. In ciascuna delle date, mentre gli adulti stampavano magliette o si allenavano all’aperto, i più piccoli si sono raccolti all’ombra per ascoltare favole e filastrocche. Ciascuna delle letture proposte ha come obiettivo stimolare l’immaginazione dei bambini e espanderne il vocabolario.
• Il Laboratorio di Serigrafia ha permesso a chiunque volesse di stampare da sé la propria t-shirt, utilizzando il logo di ciascuna delle associazioni coinvolte.